Relatore: Paola Chiartelli
Se l'intelligenza artificiale diventa sempre più intelligente, quale forma di intelligenza renderà ancora insostituibili le persone?
Da questa domanda prende avvio una riflessione sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana, due dimensioni destinate a collaborare sempre più strettamente nel lavoro e nelle organizzazioni.
L'AI è già in grado di elaborare enormi quantità di dati, riconoscere schemi, generare contenuti, formulare ipotesi e supportare decisioni con una velocità e una precisione senza precedenti. Ciò che ancora non possiede, però, è la capacità di comprendere pienamente il contesto, attribuire significato alle situazioni, esercitare il giudizio, cogliere le sfumature delle relazioni e assumersi la responsabilità delle decisioni.
Proprio per questo, man mano che l'intelligenza artificiale assumerà un ruolo crescente nelle attività cognitive, diventeranno sempre più strategiche le competenze che consentono di interpretarne i risultati, orientarne l'utilizzo e integrarne il contributo con il giudizio umano: il pensiero critico, la creatività, l'empatia, l'ascolto, l'intuizione, la capacità di costruire fiducia e di leggere la complessità dei contesti.
L'intervento invita a riflettere su come stia evolvendo il concetto stesso di competenza.
Non basterà saper utilizzare gli strumenti di AI, sarà sempre più importante formulare le domande giuste, valutarne criticamente gli output, riconoscerne limiti e potenzialità e integrarli con quelle capacità tipicamente umane che consentono di attribuire significato alle informazioni e trasformarle in decisioni efficaci.
Più l'intelligenza artificiale diventerà capace di fornire risposte, più alle persone sarà richiesto ciò che nessuna tecnologia può sostituire: comprendere, scegliere, assumersi la responsabilità delle decisioni e dare senso alla complessità.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link indicato nella scheda.
In collaborazione con Fastweb Digital Academy

























